Fitoterapia Capsule disintossicanti

 

CAPSULE DISINTOSSICANTI

I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso comune. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi; tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico.

Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossicanti, a rimuoverli. Senza l'ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all'esterno dell'organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.

Possiamo scegliere di mangiare cibi biologici dove sicuramente non sono usati pesticidi, erbicidi e fertilizzati che contengono metalli: purtroppo le acque dei fiumi e della pioggia sono inquinate e quindi finiscono irrimediabilmente anche nelle coltivazioni biologiche, soprattutto dove la coltivazione è circondata da altre coltivazioni in cui queste sostanze chimiche sono usate. 

I metalli pesanti sono nelle pentole (di alluminio, di acciaio con nichel) nei cibi e addirittura nei farmaci (ad esempio gli antiacidi contenenti idrossido di alluminio), nei vaccini e nei cosmetici. Ogni giorno accumuliamo sempre di più metalli pesanti nel corpo che bloccano l´attività di numerosi complessi enzimatici, mentre l´eliminazione avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione, allattamento (!!), ecc. I metalli si concentrano, danneggiandoli, in particolare in alcuni organi ( come cervello, fegato e reni) e nelle ossa, e sono spesso un fattore aggravante, quando non determinante, in numerose malattie croniche.

I metalli pesanti vengono inoltre spruzzati con le scie chimiche finendo nell'aria, nell'acqua e nel terreno che alimenta gli animali, gli ortaggi, la frutta e tutte le coltivazioni.

A Quarrata la concentrazione di bario risultava essere di 5 milligrammi per litro ovvero 5000 ug/L!! (articolo de Il Tirreno del 28/01/2011)

L'elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la capacità detossificante del nostro organismo, il quale non ce la fa più a fronteggiare un simile avvelenamento e va in affanno con il risultato che questi metalli pesanti rimangono imprigionati nel nostro corpo provocando numerosissimi danni.

La ricerca scientifica ha ormai ampiamente dimostrato che alcune patologie sono strettamente legate all'inquinamento ambientale: cancro, Alzheimer, aterosclerosi sono solo un esempio. Il realtà l'entità e la tipologia del danno provocato dai metalli pesanti dipende dalla quantità degli stessi e dalle sedi di accumulo (ossa, fegato, rene, Sistema Nervoso Centrale, tessuto adiposo).

In ogni caso una caratteristica dei metalli pesanti è quella di riuscire a bloccare l'attività di molti complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico.

 

I metalli tossici vengono da molti definiti come "killer subdoli" poiché si sostituiscono nell'organismo ai minerali necessari per la vita, alterando funzioni e strutture biologiche.
Il concetto di sostituzione degli elementi vitali con altri meno idonei è un principio di base della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Esaminato sotto questo profili, il principio della sostituzione da un minerale ad un metallo tossico, può essere visto come un meccanismo di adattamento. L'organismo che si trova ad affrontare una mancanza di minerali o vitamine indispensabili per la salute, ricorre ai metalli tossici, che li sostituiscono nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici.

Ad esempio il piombo sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio sostituisce lo zinco e l'alluminio sostituisce il magnesio. La sostituzione permette ai sistemi enzimatici, vitali per la nostra salute, di continuare a funzionare, ma non di funzionare esattamente come prima. Il metallo incorporato causa infatti una o più alterazioni fisiologiche. Le reazioni non avvengono esattamente come prima, ma trovano una via alternativa, danno vita ad una variante che inevitabilmente determina delle conseguenze negative per l'equilibrio generale. L'organismo può rimediare a questa varianti se avvengono per un periodo limitato di tempo, tuttavia se perdurano abbastanza a lungo, non è più possibile porvi rimedio. Per questa ragione è opportuno seguire periodicamente un programma di disintossicazione.

L'alluminio è presente nel nostro cibo, nell'approvvigionamento idrico e del suolo, e in numerose altre fonti di uso quotidiano, per cui la maggioranza delle persone soffre di un certo grado di tossicità da alluminio. Dopo anni di esposizione accumulata e del suo deposito nei tessuti del corpo, questo veleno può portare a una degenerazione del cervello (morbo di Alzheimer, Parkinson). Fegato, ossa polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l'Al nel nostro organismo.

L'Alluminio delle lattine viene ceduto alla bibita fino ad una concentrazione di 0,5 mg/lt, equivalente ad oltre il doppio della concentrazione massima prevista dalle normative nazionale.

L'alluminio è particolarmente tossico per il sistema nervoso, con una serie di sintomi che possono includere disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa, e compromissione intellettiva. Esso può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita ossea e riduce la densità delle ossa. Può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, diminuzione della funzionalità epatica, coliche renali e compromissione della funzionalità renale.

L'alluminio si trova in alcuni farmaci antiacidi, è spesso aggiunto ai deodoranti e ai bagnoschiuma. I cibi che sono stati cotti o conservati in pentole di alluminio e in fogli di alluminio sono un'altra fonte. Anche le pentole in acciaio inossidabile possono essere una fonte, in quanto vengono prodotte saldando l'acciaio inox con strati di alluminio; dopo che il pentolame in acciaio inox è stato utilizzato per un breve periodo di tempo, tracce di alluminio iniziano a passare nel cibo. I Sali di alluminio vengono aggiunti a torte, minestre, pasta surgelata, pancake mix, farine autolievitanti, formaggio fuso, cibi a base di formaggio e birra (in lattine di alluminio).  

I vaccini e le Scie Chimiche spruzzate nel cielo contengono alluminio; queste ultime contengono particelle di composti di alluminio di dimensioni nanometriche, che sono più reattive e che inducono intense infiammazioni in uno svariato numero di tessuti. Sembra che queste nanoparticelle di alluminio stiano aumentando le malattie neurodegenerative del cervello, tra cui demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (S.L.A.) e di come queste malattie siano scientificamente correlate all'esposizione all'alluminio ambientale. 

 Quando l'alluminio fuoriesce dalle parti del vostro corpo nelle quali è immagazzinato può agire come irritante. Per esempio, esso ha una tendenza ad irritare le terminazioni nervose, il che può irritare i muscoli. E, dal momento che i reni sono gli organi che gestiscono questo disintossicazione, ci può essere anche dolore alla schiena, ai reni. Poiché l'alluminio tende a concentrarsi nel cervello, il processo di disintossicazione può essere accompagnato da confusione mentale. Esso può anche causare sintomi simil-influenzali con febbre, brividi e scarico delle mucose. La disintossicazione farà il suo corso ed i sintomi scompariranno.

Bisogna controllare che la concentrazione di metalli pesanti rimanga bassa nell'organismo. Ci sono test, come i l'analisi del capello/delle urine/ del sangue che si possono fare per aiutare a controllare questi livelli.

La procedura standard per la rimozione dei metalli pesanti del corpo è detta "CHELAZIONE."

Tutto è compiuto con la somministrazione di un agente chelante - solitamente acido dimercaptosuccinico (DMSA) oppure acido etilendiaminotetraacetico (EDTA) per "chelare", e cioè "afferrare", come con le chele di un granchio, i metalli velenosi e poi portarli fuori dall'organismo. - che si lega ai metalli pesanti residenti nello organismo facilitandone la naturale espulsione.

Nonostante il nome complicato, l'EDTA è una sostanza abbastanza innocua e naturale, simile all'aceto, che non viene comunque assimilata ma viene completamente eliminata dall'organismo, portando fuori con sé le sostanze tossiche chelate.

Si effettua per infusione venosa lenta, da 1 a 3 volte alla settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della normalità o meno della funzione del rene, dato che il chelato (edta stesso + il metallo legato all'edta) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene. Un ciclo comprende da venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni alterni o meno frequentemente.

La terapia chelante se ben eseguita non presenta contro indicazioni specifiche, ma essendo il prodotto eliminato per via renale completamente nelle 24 ore, la sua pratica richiede una efficiente funzionalità renale.

 

 

 

 

SOSTANZE DISINTOSSICANTI

CORIANDOLO

Questa erba ha il potere di neutralizzare il mercurio, il cadmio, il piombo e l'alluminio che si trovano nelle ossa, nel sistema nervoso, nello spazio intracellulare, nei mitocondri e nel nucleo della cellula e che danneggiano quindi il DNA.

CLORELLA

E' considerata uno dei migliori disintossicanti ed è in grado di eliminare l'alcol dal fegato,  i metalli pesanti, i pesticidi e i PCB nei tessuti dell'organismo. E'un'alga usata come potenziante del coriandolo poiché riesce a intrappolare i metalli pesanti liberati da quest'ultimo con la bile; attiva la disintossicazione legando tutti i metalli tossici  conosciuti e ne facilita l'eliminazione. Essa assorbe gli agenti tossici nell'intestino, elimina i gas intestinali , contribuisce ad alleviare la costipazione cronica e rimuove l'alluminio dalle ossa.

CURCUMA

Questa pianta è usata come spezia. Aiuta a ripulire il fegato, purifica il sangue, aiuta la digestione e l'escrezione. Favorisce la produzione di tre enzimi che eliminano ogni tipo di sostanza chimica dal fegato. L'azione è potenziata dal pepe nero.

OMEGA 3

Questi acidi grassi (eicosapentaenoico- EPA e docosaesaenoico DHA) sono detti essenziali perché il nostro organismo non li può sintetizzare e devono essere assunti con la dieta. Il consumo di acidi grassi essenziali porta effetti benefici alla vista  e al cervello, aiutandolo a mantenere le sue funzioni e rallentandone l'invecchiamento.

Inoltre  rendono i globuli bianchi e i globuli rossi più flessibili, agevolando la microcircolazione del cervello, del cuore e di altri tessuti. Tutte le funzioni disintossicanti dipendono da un'ottimale disponibilità di ossigeno e dal flusso ematico.

Nelle cellule ci sono degli specifici piccoli organi, i perossisomi, che sono deputati alla detossificazione. Nella ghiandola pineale la melatonina è prodotta nei perossisomi, e sono proprio questi organelli ad essere attaccati e inattivati dal mercurio e da altri metalli tossici.

 

Poiché molte specie di pesci contengono alti livelli di mercurio, la via più sicura per assumere EPA e DHA è per mezzo di integratori alimentari ottenuti dall'olio di pesce per mezzo della distillazione molecolare, uno speciale processo che rimuove tutte le tossine dall'olio.

 

Coriandolo estratto secco     g.8

Clorella alga polvere             g.8

Curcuma radice polvere       g.8

 

CAPSULE DISINTOSSICANTI

I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso comune. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi; tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico.

Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossicanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.

Possiamo scegliere di mangiare cibi biologici dove sicuramente non sono usati pesticidi, erbicidi e fertilizzati che contengono metalli: purtroppo le acque dei fiumi e della pioggia sono inquinate e quindi finiscono irrimediabilmente anche nelle coltivazioni biologiche, soprattutto dove la coltivazione è circondata da altre coltivazioni in cui queste sostanze chimiche sono usate. 

I metalli pesanti sono nelle pentole (di alluminio, di acciaio con nichel) nei cibi e addirittura nei farmaci (ad esempio gli antiacidi contenenti idrossido di alluminio), nei vaccini e nei cosmetici. Ogni giorno accumuliamo sempre di più metalli pesanti nel corpo che bloccano l´attività di numerosi complessi enzimatici, mentre l´eliminazione avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione, allattamento (!!), ecc. I metalli si concentrano, danneggiandoli, in particolare in alcuni organi ( come cervello, fegato e reni) e nelle ossa, e sono spesso un fattore aggravante, quando non determinante, in numerose malattie croniche.

I metalli pesanti vengono inoltre spruzzati con le scie chimiche finendo nell'aria, nell'acqua e nel terreno che alimenta gli animali, gli ortaggi, la frutta e tutte le coltivazioni.

A Quarrata la concentrazione di bario risultava essere di 5 milligrammi per litro ovvero 5000 ug/L!! (articolo de Il Tirreno del 28/01/2011)

L’elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la capacità detossificante del nostro organismo, il quale non ce la fa più a fronteggiare un simile avvelenamento e va in affanno con il risultato che questi metalli pesanti rimangono imprigionati nel nostro corpo provocando numerosissimi danni.

La ricerca scientifica ha ormai ampiamente dimostrato che alcune patologie sono strettamente legate all’inquinamento ambientale: cancro, Alzheimer, aterosclerosi sono solo un esempio. Il realtà l’entità e la tipologia del danno provocato dai metalli pesanti dipende dalla quantità degli stessi e dalle sedi di accumulo (ossa, fegato, rene, Sistema Nervoso Centrale, tessuto adiposo).

In ogni caso una caratteristica dei metalli pesanti è quella di riuscire a bloccare l’attività di molti complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico.

 

I metalli tossici vengono da molti definiti come “killer subdoli” poiché si sostituiscono nell’organismo ai minerali necessari per la vita, alterando funzioni e strutture biologiche.
Il concetto di sostituzione degli elementi vitali con altri meno idonei è un principio di base della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Esaminato sotto questo profili, il principio della sostituzione da un minerale ad un metallo tossico, può essere visto come un meccanismo di adattamento. L’organismo che si trova ad affrontare una mancanza di minerali o vitamine indispensabili per la salute, ricorre ai metalli tossici, che li sostituiscono nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici.

Ad esempio il piombo sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio sostituisce lo zinco e l’alluminio sostituisce il magnesio. La sostituzione permette ai sistemi enzimatici, vitali per la nostra salute, di continuare a funzionare, ma non di funzionare esattamente come prima. Il metallo incorporato causa infatti una o più alterazioni fisiologiche. Le reazioni non avvengono esattamente come prima, ma trovano una via alternativa, danno vita ad una variante che inevitabilmente determina delle conseguenze negative per l’equilibrio generale. L’organismo può rimediare a questa varianti se avvengono per un periodo limitato di tempo, tuttavia se perdurano abbastanza a lungo, non è più possibile porvi rimedio. Per questa ragione è opportuno seguire periodicamente un programma di disintossicazione.

L’alluminio è presente nel nostro cibo, nell’approvvigionamento idrico e del suolo, e in numerose altre fonti di uso quotidiano, per cui la maggioranza delle persone soffre di un certo grado di tossicità da alluminio. Dopo anni di esposizione accumulata e del suo deposito nei tessuti del corpo, questo veleno può portare a una degenerazione del cervello (morbo di Alzheimer, Parkinson). Fegato, ossa polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l’Al nel nostro organismo.

L’Alluminio delle lattine viene ceduto alla bibita fino ad una concentrazione di 0,5 mg/lt, equivalente ad oltre il doppio della concentrazione massima prevista dalle normative nazionale.

L’alluminio è particolarmente tossico per il sistema nervoso, con una serie di sintomi che possono includere disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa, e compromissione intellettiva. Esso può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita ossea e riduce la densità delle ossa. Può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, diminuzione della funzionalità epatica, coliche renali e compromissione della funzionalità renale.

L’alluminio si trova in alcuni farmaci antiacidi, è spesso aggiunto ai deodoranti e ai bagnoschiuma. I cibi che sono stati cotti o conservati in pentole di alluminio e in fogli di alluminio sono un’altra fonte. Anche le pentole in acciaio inossidabile possono essere una fonte, in quanto vengono prodotte saldando l’acciaio inox con strati di alluminio; dopo che il pentolame in acciaio inox è stato utilizzato per un breve periodo di tempo, tracce di alluminio iniziano a passare nel cibo. I Sali di alluminio vengono aggiunti a torte, minestre, pasta surgelata, pancake mix, farine autolievitanti, formaggio fuso, cibi a base di formaggio e birra (in lattine di alluminio).  

I vaccini e le Scie Chimiche spruzzate nel cielo contengono alluminio; queste ultime contengono particelle di composti di alluminio di dimensioni nanometriche, che sono più reattive e che inducono intense infiammazioni in uno svariato numero di tessuti. Sembra che queste nanoparticelle di alluminio stiano aumentando le malattie neurodegenerative del cervello, tra cui demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (S.L.A.) e di come queste malattie siano scientificamente correlate all’esposizione all’alluminio ambientale. 

 Quando l’alluminio fuoriesce dalle parti del vostro corpo nelle quali è immagazzinato può agire come irritante. Per esempio, esso ha una tendenza ad irritare le terminazioni nervose, il che può irritare i muscoli. E, dal momento che i reni sono gli organi che gestiscono questo disintossicazione, ci può essere anche dolore alla schiena, ai reni. Poiché l’alluminio tende a concentrarsi nel cervello, il processo di disintossicazione può essere accompagnato da confusione mentale. Esso può anche causare sintomi simil-influenzali con febbre, brividi e scarico delle mucose. La disintossicazione farà il suo corso ed i sintomi scompariranno.

Bisogna controllare che la concentrazione di metalli pesanti rimanga bassa nell’organismo. Ci sono test, come i l’analisi del capello/delle urine/ del sangue che si possono fare per aiutare a controllare questi livelli.

La procedura standard per la rimozione dei metalli pesanti del corpo è detta "CHELAZIONE."

Tutto è compiuto con la somministrazione di un agente chelante - solitamente acido dimercaptosuccinico (DMSA) oppure acido etilendiaminotetraacetico (EDTA) per “chelare”, e cioè “afferrare”, come con le chele di un granchio, i metalli velenosi e poi portarli fuori dall’organismo. - che si lega ai metalli pesanti residenti nello organismo facilitandone la naturale espulsione.

Nonostante il nome complicato, l’EDTA è una sostanza abbastanza innocua e naturale, simile all’aceto, che non viene comunque assimilata ma viene completamente eliminata dall’organismo, portando fuori con sé le sostanze tossiche chelate.

Si effettua per infusione venosa lenta, da 1 a 3 volte alla settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della normalità o meno della funzione del rene, dato che il chelato (edta stesso + il metallo legato all’edta) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene. Un ciclo comprende da venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni alterni o meno frequentemente.

La terapia chelante se ben eseguita non presenta contro indicazioni specifiche, ma essendo il prodotto eliminato per via renale completamente nelle 24 ore, la sua pratica richiede una efficiente funzionalità renale.

 

 

 

 

SOSTANZE DISINTOSSICANTI

CORIANDOLO

Questa erba ha il potere di neutralizzare il mercurio, il cadmio, il piombo e l’alluminio che si trovano nelle ossa, nel sistema nervoso, nello spazio intracellulare, nei mitocondri e nel nucleo della cellula e che danneggiano quindi il DNA.

CLORELLA

E’ considerata uno dei migliori disintossicanti ed è in grado di eliminare l’alcol dal fegato,  i metalli pesanti, i pesticidi e i PCB nei tessuti dell’organismo. E’un’alga usata come potenziante del coriandolo poiché riesce a intrappolare i metalli pesanti liberati da quest’ultimo con la bile; attiva la disintossicazione legando tutti i metalli tossici  conosciuti e ne facilita l’eliminazione. Essa assorbe gli agenti tossici nell’intestino, elimina i gas intestinali , contribuisce ad alleviare la costipazione cronica e rimuove l’alluminio dalle ossa.

CURCUMA

Questa pianta è usata come spezia. Aiuta a ripulire il fegato, purifica il sangue, aiuta la digestione e l’escrezione. Favorisce la produzione di tre enzimi che eliminano ogni tipo di sostanza chimica dal fegato. L’azione è potenziata dal pepe nero.

 

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