Tossicologia Nicotina
 

NICOTINA E TABACCO


La coltivazione, la masticazione e il fumo del tabacco erano noti agli indigeni dell'America e dell'Australia all'epoca delle prime esplorazioni europee in questi paesi.

Oltre ai composti carcinogenici contenuti nel catrame e al monossido di carbonio la NICOTINA sembra essere l'unica sostanza farmacologicamente attiva nel fumo di tabacco.

A livello cellulare la nicotina causa una eccitazione neuronale mediante l'apertura di canali ionici, analogamente alla sua azione a livello dei gangli autonomi e delle giunzioni neuromuscolari.

Si ritiene che gli effetti della nicotina siano la conseguenza di un equilibrio tra l'attivazione dei recettori nicotinici e colinergici che determinano eccitazione neuronale e desensibilizzazione che causa il blocco sinaptico. La farmacologia della nicotina è infatti molto complessa poiché le risposte recettoriali che provoca sono bifasiche: all'inizio stimolatorie sono poi bloccanti; ovvero in base alla sua permanenza sul recettore in rapporto alle dosi la nicotina si comporta sia da agonista che da antagonista.

Così a livello centrale la nicotina provoca eccitazione, tremore, vomito ed aumento del ritmo respiratorio a dosi più elevate si può avere depressione del SNC,e depressione respiratoria.

A livello gangliare si piò avere attivazione del simpatico e del parasimpatico con effetti talvolta opposti. A livello cardio-circolatorio prevale l'effetto simpatico con aumento del ritmo cardiaco, vasocostrizione e ipertensione, a livello intestinale prevale il tono parasimpatico con aumento della peristalsi e dello svuotamento.

Sulla muscolatura striata agisce prima contraendola e poi bloccandola, predomina però la paralisi.

Stimola la secrezione bronchiale esocrina e salivare.

A piccole dosi ha una azione rinforzante (dipendenza) nell'animale che è bloccata da mecamilanina.

Il fumo di una o più sigarette provoca nell'uomo aumento del battito cardiaco, aumento della pressione, aumento del tremito della mano, attivazione dell'ECG e rilasciamento muscolare. Aumento dei livelli di neurotrasmettitori, facilitazione della memoria, diminuizione dell'appetito, nausea e vomito.

L'inalazione ripetuta del fumo di tabacco provoca tolleranza con tendenza ad aumentare anche il numero delle sigarette. Certi effetti cardiaci rimangono nel tempo mentre possono sparire la nausea e le vertigini.

La cessazione dell'uso di tabacco provoca una vera e propria astinenza con craving (desiderio), irritabilità, irrequietezza,ansia, difficoltà di concentrazione, aumento dell'appetito, affaticamento e insonnia, nausea e sudorazione. Spariscono con il tempo.

INTOSSICAZIONE ACUTA: la nicotina è molto tossica e la dose letale nell'uomo è di circa 60 mg. I sintomi sono nausea, vomito, salivazione, sudorazione, diarrea, dolori addominali, emicrania, fascicolazioni, debolezza, tachicardia, ipotermia, convulsioni e coma, morte per paralisi respiratoria.

INTOSSICAZIONE CRONICA: malattie neoplastiche, con cancro al polmone, laringe, faringe, esofago, stomaco, vescica, reni...Patologie polmonari con bronchiti croniche, enfisema.

Gravi patologie cardiovascolari, azione teratogenica. Azione immunosoppressiva, aggravamento delle malattie neurologiche e psichiatriche, induzione enzimatica.

Anche i masticatori di tabacco sono esposti a tutti questi effetti.

DISASSUEFAZIONE:La sindrome da astinenza può essere alleviata dalla terapia sostitutiva con nicotina. I fumatori dovrebbero in questo caso essere in grado di trasferire la loro dipendenza a sistemi alternativi di assunzione (gomme, cerotti alla nicotina che non danno un picco di concentrazione) e ridurre in modo graduale la dose giornaliera. Molti fumatori però ricominciano a fumare dopo settimane o mesi l'interruzione della terapia. Si può associare anche una terapia di tipo comportamentale. Un farmaco allo studio è la clonidina, che blocca l'iperattività adrenergica e quindi riduce l'ansia, la smania e l'irritabilità; come anche il naloxone, che è un antagonista degli oppioidi endogeni. Nei fumatori che presentano sintomi di depressione può essere impiegato un antidepressivo come la fluoxetina.

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