Veterinaria Nutrizione del gatto

 

LA NUTRIZIONE DEL GATTO

Il gatto, essendo carnivoro e passando gran parte del suo tempo a cercare prede, preferisce pasti piccoli di breve durata suddivisi durante l'arco della giornata, anche se ha a sua completa disposizione una quantità abbondante di cibo. Preferisce mangiare con tranquillità, in un luogo appartato.

Sembra che il gatto non prediliga il sapore dolce, mentre è attratto da alimenti ricchi di grassi; l'olfatto ha un ruolo fondamentale, mentre il colore sembra non influenzare l'assunzione dell'alimento.

E' importante abituare il gattino nelle prime settimane di vita a gusti diversi, con vari alimenti per evitare l'insorgenza di assuefazione. Il gatto adulto ha bisogno di tempo per abituarsi a un regime alimentare diverso, indipendentemente dalla sua appetibilità e contenuto energetico.

Nel gatto mancano completamente alcuni enzimi e elementi nutritivi o sono prodotti in quantità insufficiente; devono quindi essere presenti nella dieta. Alcuni di questi elementi sono:la vitamina A, l'acido arachidonico, l'amminoacido taurina, tutti presenti in alimenti di origine animale. Il gatto, poi, deve avere sempre accesso all'acqua e tende a rifiutare l'acqua sporca o troppo fredda.

In fase di accrescimento, l'alimentazione deve essere particolarmente ricca, per sostenere la rapida crescita e la grande vivacità. Nelle prime settimane di vita i neonati dipendono completamente dal latte della madre; se il latte è insufficiente si può ricorrere a prodotti industriali sostitutivi da somministrare a intervalli frequenti. Non è possibile utilizzare il latte bovino o caprino poichè la composizione è molto differente.

Dalla terza settimana si possono intrudurre cibi umidi finemente triturati o secchi inzuppati in acqua o latte. Inizia quindi lo svezzamento, con quantità sempre maggiori di cibi solidi per sette-otto settimane. I pasti vanno somministrati frequentemente e la dose di latte deve essere diminuita fino all'interruzione, poichè man mano che l'apparato digerente si sviluppa, la capacità di digerire il lattosio diminuisce gradualmente. Il peso raggiunto a questo punto deve essere di circa 600-1000g.

Il fabbisogno energetico è più alto nel gattino in crescita che nel gatto adulto di circa il 10%; i livelli di calcio e fosforo devono essere mantenuti entro limiti molto ristretti, dal momento che qualsiasi eccesso o carenza potrebbe produrre malformazioni ossee. Tutti gli alimenti per gattini in crescita devono avere l'aminoacido taurina già preformato in gran quantità; le fonti naturali di taurina sono costituite da alimenti di origine animale ma il gatto non ha gli enzimi necessari per formarla da altri aminoacidi come fa la maggior parte dei mammiferi; il fabbisogno è molto elevato nel gatto poichè la utilizza per la formazione degli acidi biliari, essa regola anche il flusso di calcio nelle cellule e la funzionalità dei tessuti nervoso e cardiaco.

Dai sei anni in poi si ha un rallentamento generale del livello di attività e un aumento della propensione ad accumulare grasso in eccesso e ad accumulare peso. E' importante evitare l'insorgenza dell'obesità perchè questa predispone a una vasta gamma di malattie. Bisognerebbe passare all'offerta di piccoli e regolari pasti e lasciare sempre a disposizione dell'acqua fresca e pulita, in quanto il gatto anziano ha maggiori problemi di controllo della termoregolazione e una minore sensibilità allo stimolo della sete.

Il gatto anziano è predisposto all'insufficienza renale cronica e quindi è prudente somministrare alimenti altamente digeribili e contenenti un minore livello di proteine ma con un alto valore biologico.

Nelle gatte in gravidanza l'assunzione di cibo comincia ad aumentare notevolmente, così come l'aumento di peso, e quindi è necessaria la somministrazione di cibo ad libitum. Le femmine gravide sono più sensibili a carenze o eccessi nutrizionali e devono essere alimentate con diete bilanciate.

Alla nascita, un gattino pesa da 85 a 125 g e dipende completamente dal latte materno nelle prime 4 settimane di vita. Anche se dopo circa 4 settimane i gattini cominciano a ingerire alimenti solidi, il fabbisogno energetico della madre resta elevato sino al termine dello svezzamento (7-8 settimane). I fabbisogni energetici della gatta in allattamento sono tre/quattro volte superiori a quelli di mantenimento; bisogna quindi somministrare alimenti molto appetibili a elevato tenore energetico. Deve essere sempre lasciata a disposizione dell'acqua fresca che è necessaria al metabolismo della gatta per la produzione di latte.

 

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